15/11/2010
La docente di Biorobotica della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa fa il punto sul progetto OCTOPUS e spiega che lo studio ingegneristico dei sistemi biologici porterà allo sviluppo di nuove, sorprendenti tecnologie robotiche
"La robotica sta mostrando sempre più spesso la propria utilità in una varietà di servizi". È il parere di Cecilia Laschi, docente di Biorobotica alla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, uno dei centri di ricerca d’eccellenza del nostro Paese. E fa l’esempio del comune toscano di Peccioli (Pi), dove l’estate scorsa è stato sperimentato il robot DustCart per la raccolta dei rifiuti porta a porta, parte del sistema robotico DustBot sviluppato dal prestigioso ateneo pisano per la raccolta differenziata, che è stato uno degli ambasciatori d’eccellenza del "brand tricolore" all’Expo 2010 di Shanghai. Per due mesi i cittadini dell'area centrale di Peccioli che è stata scelta per la sperimentazione non hanno più avuto a disposizione gli usuali cassonetti ma due robot da chiamare telefonicamente, su una fascia oraria di 12 ore (dalle 7 alle 19). I robot, gestiti da una centrale operativa, hanno raggiunto il portone della persona che aveva richiesto il servizio e che non doveva fare altro che inserire il sacchetto dei rifiuti in un apposito cassetto, specificandone la tipologia per la raccolta differenziata. "I risultati positivi di questa sperimentazione rappresentano un elemento fondamentale per il passaggio a una produzione industriale dei robot e a una loro applicazione in molti contesti cittadini, affrontando anche le problematiche di carattere normativo e assicurativo", commenta la professoressa Laschi.
"Ma è dalla Natura però", prosegue Laschi, "che che la robotica potrà attingere le innovazioni tecnologiche più radicali. La biorobotica, e in particolare la robotica biomimetica, sono settori in cui si studiano ingegneristicamente i sistemi biologici e si sviluppano tecnologie che replicano le soluzioni messe a punto dalla Natura per gli animali e anche per le piante. È il caso, per esempio, del progetto OCTOPUS, coordinato dalla Scuola Superiore Sant’Anna, in cui lo studio del polpo comune (Octopus vulgaris) sta portando alla realizzazione di nuove tecnologie robotiche a rigidezza variabile e a un braccio robotico innovativo costruito unicamente con materiali cedevoli, ma in grado di svolgere azioni di raggiungimento e presa".
Cecilia Laschi farà il punto sul progetto con un intervento dal titolo La Biorobotica: sfide scientifiche e applicazioni ingegneristiche, che terrà venerdì 19 novembre nel corso del convegno di Robotica 2010 intitolato Prossime applicazioni robotiche.
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